Parigi rilancia il fronte ucraino: nasce lo scudo anti-missili europeo, Londra entra nel prestito, Mosca insorge

Nella capitale francese, alla vigilia della Festa nazionale del 14 luglio, si è consumata una due giorni diplomatica e militare che segna una svolta nel sostegno occidentale a Kiev. Al vertice della Coalizione dei Volenterosi, ospitato tra il Quai d’Orsay e l’Hôtel des Invalides, i leader europei hanno messo sul tavolo nuove iniziative concrete: dalla difesa missilistica comune al finanziamento della resistenza ucraina, fino all’annuncio di esercitazioni militari a ridosso dei confini con l’Ucraina. Una mossa che Mosca ha bollato senza esitazioni come un atto di guerra mascherato da diplomazia.

Tajani: “Un passo verso la difesa europea”

Il primo risultato tangibile del summit è la nascita di una coalizione antibalistica formata da nove Paesi — Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Paesi Bassi e Danimarca — insieme all’Ucraina. L’obiettivo è sviluppare uno scudo anti-missili condiviso, mettendo in comune basi industriali, ricerca ed esperienza operativa per “dissuadere e neutralizzare le minacce missilistiche future”, come recita la dichiarazione congiunta firmata a Parigi.

Per l’Italia, presente con il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, si tratta di una giornata storica. “Molto positiva”, l’ha definita lo stesso Tajani, sottolineando che “per la prima volta, con la dichiarazione sugli accordi di protezione balistica, abbiamo compiuto un passo nella direzione della difesa europea che coinvolge anche l’Ucraina e il Regno Unito”. Un passaggio non banale: è la prima volta che un progetto di difesa comune europea integra formalmente sia Kiev sia Londra, storicamente fuori dai meccanismi UE.

Londra entra nel prestito da 90 miliardi

Sul fronte finanziario, la novità arriva dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che ha annunciato l’adesione del Regno Unito al prestito da 90 miliardi di euro destinato a sostenere il bilancio e la difesa di Kiev. È un tassello importante in un meccanismo che l’Ue sta costruendo da mesi, complicato dalla difficoltà di trovare un accordo unanime sull’uso degli asset russi congelati in Europa (circa 300 miliardi di euro complessivi tra tutti gli alleati occidentali). L’ingresso britannico rafforza la platea dei contributori e segnala che, nonostante la Brexit, Londra intende restare un attore di primo piano nel sostegno militare ed economico all’Ucraina, affiancando l’iniziativa parallela con cui il governo britannico valuta di sbloccare miliardi di sterline di beni russi congelati sul proprio territorio.

Macron annuncia le esercitazioni “nei Paesi vicini”

La notizia più delicata sul piano geopolitico riguarda però l’annuncio di Emmanuel Macron: la Coalizione dei Volenterosi condurrà nei prossimi mesi esercitazioni militari nei Paesi confinanti con l’Ucraina. Obiettivo dichiarato, ha spiegato il presidente francese affiancato dal premier britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, è “convalidare i nostri piani di dispiegamento e dimostrare che siamo pronti, determinati e credibili”. Le manovre servirebbero a preparare la forza multinazionale di rassicurazione pensata per essere schierata in Ucraina una volta raggiunto un cessate il fuoco.

Nello stesso contesto, Macron ha confermato la tabella di marcia per la fornitura a Kiev di 16 caccia Rafale — operativi entro il 2028-2029 — e di un primo lotto di batterie di difesa aerea Samp/T di nuova generazione, di produzione italo-francese, in consegna nelle prossime settimane.

La reazione di Mosca: “Coalizione di guerrafondai”

Come prevedibile, il Cremlino non è rimasto in silenzio. Il portavoce Dmitry Peskov ha definito i Paesi riuniti a Parigi una “coalizione che istiga alla guerra”, un “gruppo di Paesi che non vuole la pace ma la continuazione del conflitto”, accusandoli di illudersi di poter infliggere una “sconfitta strategica” alla Russia. Parole che arrivano mentre Vladimir Putin torna a minacciare rappresaglie più dure dopo i recenti attacchi su larga scala contro Kiev.

Cosa aspettarsi ora

Il vertice di Parigi conferma una tendenza che si consolida da mesi: l’Europa prova a costruire un’autonomia strategica più solida, tra scudi missilistici, forniture belliche e strumenti finanziari condivisi, mentre Londra si riavvicina ai meccanismi continentali di sicurezza. Resta però aperta la partita più delicata, quella dell’uso definitivo degli asset russi congelati, rinviata a dicembre in sede Ue. Nei prossimi mesi, le prime esercitazioni congiunte vicino ai confini ucraini saranno il vero banco di prova per capire se questa “coalizione dei volenterosi” saprà tradurre gli annunci in una deterrenza credibile, o se finirà per alzare ulteriormente la tensione con Mosca.

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