JOMO Travel: perché la vera vacanza è godersi il lusso di perdersi le cose

Dimenticate le levatacce all’alba per fare la fila davanti a un museo affollato e l’ansia di fotografare ogni singolo tramonto. La nuova parola d’ordine nel mondo dei viaggi è JOMO, la “gioia di perdersi le cose”. Ecco perché stiamo finalmente imparando a goderci vacanze a zero stress, lente e profondamente rigeneranti.

Dall’ansia di esserci alla gioia di disconnettersi

Negli ultimi anni, subito dopo i lockdown, abbiamo assistito a quello che gli esperti hanno chiamato “revenge travel”, il viaggio di vendetta. Volevamo recuperare il tempo perduto, e lo facevamo infilando in sette giorni di ferie le attività di un intero mese. L’obiettivo? Spuntare ogni singola attrazione dalla lista e, soprattutto, far morire di invidia i nostri contatti sui social. Era il regno incontrastato della FOMO (Fear of Missing Out), la paura di perdersi qualcosa di importante o di divertente che gli altri stavano facendo.

Oggi, per fortuna, stiamo assistendo a una vera e propria ribellione. Siamo stanchi, diciamocelo. Lavoriamo sempre di corsa, viviamo incollati agli schermi e l’idea di trasformare le nostre sudate ferie in un’altra tabella di marcia serrata non ci attrae più. Ed è qui che entra in gioco il JOMO Travel, acronimo di Joy of Missing Out. È la gioia di perdersi le cose, la rivendicazione del diritto di andare in vacanza per non fare assolutamente nulla, se non rilassarsi.

I pilastri del non-fare assolutamente nulla

Ma cosa significa, in pratica, viaggiare in modalità JOMO? Niente di troppo complicato: il segreto è togliere invece di aggiungere.

Prima di tutto c’è il digital detox, ovvero la disintossicazione dai dispositivi digitali. L’idea è spegnere o limitare pesantemente l’uso dello smartphone. Niente notifiche di lavoro, niente scorrimento infinito sui feed di Instagram. L’obiettivo è godersi il panorama e le persone che abbiamo intorno, senza l’ossessione di documentare ogni singolo respiro per dimostrare al mondo che ci stiamo divertendo.

Il secondo pilastro è la nobile arte del dolce far niente. Dormire fino a tardi, leggere un libro a bordo piscina, fare una passeggiata senza sapere esattamente dove si sta andando. Sembra un’eresia nella società della produttività estrema, ma è un toccasana incredibile.

A questo si unisce la ricerca di natura e isolamento. Si rifugge l’overtourism, cioè quel fenomeno per cui le città d’arte o le spiagge più famose diventano invivibili a causa dell’affollamento estremo. Si preferiscono mete secondarie, borghi nascosti, baite in montagna, masserie immerse nel verde o vacanze in bassa stagione.

I numeri non mentono: la scienza del rilassamento

Se pensate che sia solo una nicchia per pochi pigri romantici, vi sbagliate di grosso. I grandi player del settore turistico stanno monitorando questo fenomeno con grande attenzione. Prendiamo ad esempio il recente studio globale Unpack ’25 di Expedia: i dati parlano chiaro e ci raccontano molto di come stiamo cambiando.

Il 62% dei viaggiatori dichiara apertamente che una vacanza in stile JOMO riduce in modo sensibile l’ansia e lo stress accumulati nella vita di tutti i giorni. Ma c’è di più: quasi la metà degli intervistati (il 48%) afferma che questo approccio aiuta a riposare meglio, cavalcando un altro trend molto in voga, lo sleep tourism, cioè viaggiare con lo scopo principale di farsi delle belle, lunghe e indisturbate dormite.

Infine c’è l’aspetto umano. Il 47% delle persone ritiene che viaggiare senza programmi serrati aiuti a stringere o consolidare i legami con i compagni di viaggio. Senza l’ansia di dover correre alla prossima tappa, si ha finalmente il tempo per una chiacchierata vera e profonda.

Come si organizza una vacanza JOMO?

Se vi ho convinti e volete provare anche voi l’ebbrezza di perdervi le cose, ecco qualche consiglio per organizzare il vostro prossimo “non-viaggio”.

Partite dalla scelta della struttura. Non cercate l’hotel in centro città vicino alle fermate della metro. Cercate un alloggio che favorisca il relax: un posto con un bel giardino silenzioso, una terrazza panoramica, magari una piccola spa. Un luogo dove potreste serenamente trascorrere l’intera giornata senza mai varcare la soglia d’uscita.

Riducete il vostro itinerario all’osso. Invece di programmare ogni singola ora della giornata, lasciate ampi spazi vuoti. Scegliete una, massimo due attività principali per tutta la vacanza e lasciate il resto alla spontaneità. E soprattutto, abbracciate la filosofia dello slow food, cioè il contrario del fast food: tempo per i pasti, niente fretta. Sedetevi in una piccola osteria, fate due chiacchiere con l’oste e assaporate la cucina locale senza guardare l’orologio.

In Italia abbiamo l’imbarazzo della scelta per questo tipo di vacanze: dagli agriturismi sperduti in Umbria e Toscana, ai rifugi isolati in Trentino-Alto Adige, fino ai piccoli borghi dell’entroterra del nostro fantastico Sud o ai boutique hotel defilati sulle isole minori.

Cosa aspettarci per il futuro?

Il JOMO Travel non è solo una moda passeggera, ma il sintomo di una consapevolezza nuova. Stiamo capendo che il tempo libero è la risorsa più preziosa che abbiamo, e che usarlo per replicare lo stress lavorativo in una location diversa non ha alcun senso. Nei prossimi anni vedremo sempre più strutture turistiche proporre pacchetti “vuoti”, dove il vero lusso non sarà fare mille escursioni, ma godersi il silenzio, disconnettersi dal mondo e riscoprire la libertà di non avere assolutamente nulla in agenda. E onestamente, non vedo l’ora di provarlo anch’io.

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