SINNER RE DI WIMBLEDON, BIS STORICO: ZVEREV BATTUTO IN UNA FINALE INFINITA

Jannik Sinner si conferma il re dell’erba londinese. Nella finale di Wimbledon 2026, l’altoatesino ha battuto Alexander Zverev con il punteggio di 6-7(7-9), 7-6(7-2), 6-3, 6-4, dopo 3 ore e 46 minuti di battaglia pura. Un successo che vale doppio: è il secondo Wimbledon consecutivo per Sinner (dopo quello conquistato nel 2025 contro Carlos Alcaraz) e il quinto Slam in carriera, il primo della stagione 2026.

UN INIZIO IN SALITA

Chi si aspettava un Sinner a senso unico è stato smentito subito. Zverev è partito aggressivo, servendo con precisione chirurgica e mettendo pressione fin dai primi scambi. Il primo set si è deciso al tie-break, uno di quelli tesi fino all’ultimo punto, chiuso dal tedesco 9-7. Per Sinner, sotto di un set in una finale di Wimbledon, la situazione poteva sembrare complicata. Ma chi lo conosce sa che l’azzurro, negli ultimi due anni, ha costruito la sua identità di campione proprio su questo: la capacità di restare lucido quando le cose si complicano, senza mai perdere ordine mentale né tattico.

LA RIMONTA: PAZIENZA E TIE-BREAK DOMINATO

Il secondo set è stato il vero snodo della partita. Sinner ha alzato il livello di aggressività in risposta, ha iniziato a leggere meglio il servizio di Zverev e ha portato il set al tie-break, questa volta dominandolo senza storia: 7-2. Un parziale che ha ribaltato completamente l’inerzia dell’incontro. Da quel momento, Zverev ha iniziato a perdere smalto, mentre Sinner ha trovato quella marcia in più che lo ha reso quasi inarrestabile nella seconda parte della stagione.

IL BREAK DECISIVO E IL TERZO SET DI MARCA AZZURRA

Nel terzo set, Sinner ha piazzato il colpo che ha di fatto indirizzato la finale: un break arrivato in un momento delicato, gestito con la solita freddezza chirurgica che lo caratterizza nei punti importanti. Da lì il match è scivolato sempre più dalla sua parte. Il quarto set ha visto un Sinner ormai in controllo totale delle geometrie di gioco, capace di chiudere i conti 6-4 e sollevare per la seconda volta di fila il trofeo più prestigioso del tennis mondiale.

IL SOGNO SPEZZATO DI ZVEREV

Per Alexander Zverev, questa finale aveva un sapore particolare. Il tedesco puntava a completare la doppietta Roland Garros-Wimbledon nella stessa stagione, un’impresa che solo Carlos Alcaraz era riuscito a realizzare nel 2024. Zverev ci ha creduto, ha lottato, ha vinto un set con merito e ha spinto Sinner fino al limite. Ma alla fine il sogno si è fermato a un passo dal traguardo, lasciando l’amaro in bocca di chi sa di aver giocato una finale straordinaria senza però riuscire a portarla a casa.

SINNER ALLUNGA ANCHE IN CLASSIFICA

Oltre al trofeo, questa vittoria ha un peso specifico enorme anche a livello di ranking ATP. Sinner consolida ulteriormente la vetta della classifica mondiale, e lo fa proprio ai danni di Zverev, che con questa sconfitta vede allontanarsi ancora di più la vetta. Un doppio colpo, sportivo e simbolico, che certifica quanto l’azzurro sia oggi il punto di riferimento assoluto del circuito.

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